Mai giudicare dalle apparenze.(?)
Sono di recente stata al Festival di Fivizzano. Dopo tanti anni, sono riuscita ad esserci e devo dire con anche un certa soddisfazione. Mi sono fatta solo una serata, per cui il mio giudizio si limita a questo, però del concerto dell'Orchestra Hyperion e dell'esibizione di Erna y Santiago Giachello si può solo parlar bene. Klasse!
Mi sono divertita e per me, che non amo i Festival, è un ottimo risultato.
Certo ai Festival non è facile, per una tanguera, orientarsi nella giungla di ballerini sconosciuti. E se vado a un Festival, è per ballare con gente che non conosco, no? Però poi c'è così tanta gente, che non si riesce a tener d'occhio quasi nessuno. E poi il cabeceo non lo fa mica nessuno! Succede che ti trovi semplicemente davanti un tale e devi decidere, così, sulla base di niente di significativo per il tango, se ballarci o no. Dilemma. Guardo le scarpe. Usate, bene; nuove , male. Ma non sempre! Vedo solo un mare di eccezioni. In pratica, se mi baso sull'aspetto, niente mi garantisce un'ottima tanda e se non mi ci baso, pure.
Insomma, parlando per assurdo, se un Chicho mi invitasse e io non sapessi chi è, guardando all'aspetto, potrei anche dire di no!
Quindi, come tanguera, mi sono auto imposta la regola di dire, nel dubbio e solo nel dubbio, sì.
Sì anche se c'hai una camicia inguardabile, sì ai jeans coi brillantini, sì ai vecchi, sì ai giovani, sì ai convinti, sì agli impacciati, sì ai brutti, sì ai goffi, sì ai belli.
Che me frega a me di come ti vesti? A me interessa il tuo tango. Non come balli, ma il tuo tango.
Un tango non si nega a nessuno.
Uno però.
PS - E' d'uopo specificare che esiste un'eccezione: No ai maleducati! A quelli che ti bussano sulla spalla o ti invitano con aria di sufficienza. NO! Perché per me, è già chiaro: tu e il tuo tango, di qualsiasi livello, non mi interessate.
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lunedì 19 settembre 2011
venerdì 21 gennaio 2011
VIDEO DA NON PERDERE
E come ogni anno, anche quest'anno non vedevo l'ora di vedere le esibizioni che io considero un po' le esibizioni dell'anno: ossia quelle del Festival di Mantova. Il Festival di Mantova e' a mio avviso uno dei piu' significativi in Italia, per grandezza, storia (nona edizione)e scelte artistiche (coppie, orchestre, dj etc). Svolgendosi alla fine dell'anno, le esibizioni che lo animano, fanno un po' da spartiacque tra il vecchio e il nuovo anno, proponendo una sorta di riassunto delle tendenze tanguistiche dell'anno ma anche di quel che sara'.
Io ho scelto le esibizioni che preferisco per diversi motivi, ma ve le consiglio tutte.
Ecco la prima:
Adoracion, vals
Julio Balmaceda y Corina de la Rosa:
Yuyo Brujo, tango, D'Arienzo
Chicho ey Juana
Sinfonia de arrabal, tango, Donato
Dana Frigoli y Adrian Ferreyra
Ilusion Azul, vals
Sebastian Arce y Mariana Montes
Milonga de Buenos Aires
Sebastian Arce y Mariana Montes
Io ho scelto le esibizioni che preferisco per diversi motivi, ma ve le consiglio tutte.
Ecco la prima:
Adoracion, vals
Julio Balmaceda y Corina de la Rosa:
Yuyo Brujo, tango, D'Arienzo
Chicho ey Juana
Sinfonia de arrabal, tango, Donato
Dana Frigoli y Adrian Ferreyra
Ilusion Azul, vals
Sebastian Arce y Mariana Montes
Milonga de Buenos Aires
Sebastian Arce y Mariana Montes
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mercoledì 1 settembre 2010
mercoledì 28 ottobre 2009
L'Esibizione di Ottobre
Martin & Mette Copenhagen
Belli, no? Pensare che qualche settimana prima di vederli esibire ho avuto la fortuna di incontrarli in milonga a Monaco e di ballare con lui senza nemmeno sapere che si trattasse di 'Maestro' :)
Belli, no? Pensare che qualche settimana prima di vederli esibire ho avuto la fortuna di incontrarli in milonga a Monaco e di ballare con lui senza nemmeno sapere che si trattasse di 'Maestro' :)
martedì 18 novembre 2008
IL TANGO NEI PIEDI
Più il tempo passa più sono poche (gioco di parole!) le coppie che mi piacciono davvero. Malgrado debba riconoscere che ce ne siano molte brave, poche sono quelle che ammiro e delle quali mi innamoro mentre le guardo perché mi emoziono. E questo per me, ballerina, dipende soprattutto dalla mujer. Per questo stesso motivo mi piace molto Geraldine Rojas. Non sono certo una talent scout visto che è considerata dalla maggioranza una delle più brave al mondo e non a caso ha ballato con Gavito, Veron, Puppi Castello....
Sono molte le ballerine oggi che in pochi anni già ballano da professioniste ma sono poche quelle nelle quali si vede il tango nei piedi. Non so questo è qualcosa che posso spiegare ma è un qualcosa che non è danza né ballo, è tango. E tutto il corpo lo parla ma sono soprattutto i piedi a svelarlo.
Ecco qui la tanguera che incarna il mio modello ora come ora..
specie qui..
E' stato un peccato vedere separarsi questa bella coppia ma lei rimane la più brava!
Più il tempo passa più sono poche (gioco di parole!) le coppie che mi piacciono davvero. Malgrado debba riconoscere che ce ne siano molte brave, poche sono quelle che ammiro e delle quali mi innamoro mentre le guardo perché mi emoziono. E questo per me, ballerina, dipende soprattutto dalla mujer. Per questo stesso motivo mi piace molto Geraldine Rojas. Non sono certo una talent scout visto che è considerata dalla maggioranza una delle più brave al mondo e non a caso ha ballato con Gavito, Veron, Puppi Castello....
Sono molte le ballerine oggi che in pochi anni già ballano da professioniste ma sono poche quelle nelle quali si vede il tango nei piedi. Non so questo è qualcosa che posso spiegare ma è un qualcosa che non è danza né ballo, è tango. E tutto il corpo lo parla ma sono soprattutto i piedi a svelarlo.
Ecco qui la tanguera che incarna il mio modello ora come ora..
specie qui..
E' stato un peccato vedere separarsi questa bella coppia ma lei rimane la più brava!
lunedì 29 ottobre 2007
SPIRIT OF TANGO - EVOLUTION TANGO SHOW
Finalmente uno spettacolo di Tango qui a Dallas. Mi ero persa Forever Tango che è passato da Dallas a settembre e sentivo il bisogno di show! E non c'è di meglio di uno spettacolo fatto da amici per condiverderne e assoporarne tutto il sapore. Sono di parte nel giudizio su questo spettacolo ma credo che pochi avrebbero da ridirne. E' uno spettacolo sbocciato dalla buona volontà e dal talento specialmente di una giovane e promettentissima coppia tanguera: George and Jairelbhi Furlong.
Da quando sono qui non li ho mai visti smettere di crescere, studiare e migliorarsi con ammirabile determinazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da quattro anni si impegnano anche alla realizzazione di spettacoli di tango grazie al contributo e all'appoggio di altri ballerini e musicisti (argentini). Questo week-end si è tinto dei colori del tango grazie al loro impegno e chi ama il tango se ne rallegra. La mia formazione artistico-semiologico-estetica mi forza a non vedere solo pregi ma in questo caso, l'entusiasmo e l'amicizia che mi lega ai protagonisti mi ha fatto godere soprattutto delle luci a danno delle ombre. La struttura riprende la comune alternanza di quadri ora di ballo ora di musica propria della maggioranza degli spettacoli di tango. Due le voci soliste, maschile e femminile, tre i musicisti, chitarra, tastiere e violino (il violinista è un bambino che noi diremmo 'prodigio!'), 4 coppie di ballerini più una coppia di chacarera e zamba più due coppie di bambini minorenni! Il tutto è impreziosito da luci a forte connotazione evocativa in uno schema minimale ma efficace. Che dire...vi lascio alcune immagini:








Da quando sono qui non li ho mai visti smettere di crescere, studiare e migliorarsi con ammirabile determinazione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da quattro anni si impegnano anche alla realizzazione di spettacoli di tango grazie al contributo e all'appoggio di altri ballerini e musicisti (argentini). Questo week-end si è tinto dei colori del tango grazie al loro impegno e chi ama il tango se ne rallegra. La mia formazione artistico-semiologico-estetica mi forza a non vedere solo pregi ma in questo caso, l'entusiasmo e l'amicizia che mi lega ai protagonisti mi ha fatto godere soprattutto delle luci a danno delle ombre. La struttura riprende la comune alternanza di quadri ora di ballo ora di musica propria della maggioranza degli spettacoli di tango. Due le voci soliste, maschile e femminile, tre i musicisti, chitarra, tastiere e violino (il violinista è un bambino che noi diremmo 'prodigio!'), 4 coppie di ballerini più una coppia di chacarera e zamba più due coppie di bambini minorenni! Il tutto è impreziosito da luci a forte connotazione evocativa in uno schema minimale ma efficace. Che dire...vi lascio alcune immagini:
lunedì 15 ottobre 2007
BIRTHDAY MILONGA - NON C'E' SCAMPO
Chissà quali beffarde congiunture astrali si adoperano al fine di far cadere il giorno del mio compleanno sempre in un giorno di Milonga. Sarà perché, per me, ogni giorno sarebbe giorno di Milonga? Chi sa. Comunque sia, non amo molto la tradizione portena legata ai compleanni. O meglio: adoro vederlo fare agli altri ma non mi esalta l'idea di mettermi in coda per ballare e soprattutto quella di essere la spupazzata di turno. Fatto sta che, vuoi un anno per ingenuità, vuoi un anno per amicizia, vuoi un anno per il dispetto di un piccione viaggiatore, mi trovo sempre tra le braccia del millepiedi danzerino. Il fatto è, che per me, il tango è un affare personale, intimo, un momento che condivido solo con il tanguero. L'idea di ballare per gli altri mi fa strano. Chiuso il cappellone introduttivo mi appresto a raccontare i fatti. Venerdi 12 ottobre, il giorno prima del compleanno, ho organizzato una milonga che finiva astutamente a mezzanotte (la media delle milongas americane). Gli amici hanno fatto in tempo a cantarmi l'"Happy Birthday" sulle note dell'ultimo tango. Felice di aver raggirato l'ostacolo, sabato vado ad un'altra milonga organizzata da tutt'altra gente e quindi all'oscuro della ricorrenza. Arrivo, pago e la tanguera che organizza, parlando rigorosamente in spagnolo
(si dà sempre per scontato che un italiano, specie se tanguero debba capire lo spagnolo) mi dice tra le altre cose, "¡feliz cumpleaños!". Alché i miei piedi, in retromarcia spontanea, mi hanno costretto a una brusca manovra di controllo onde permettere alla lingua di articolare un curioso "Who told you?" al quale sono seguiti primitivi accenni pre-verbali dai quali si deduceva un "e mo' te lo dico a te?". E come Maryl Streep in "La morte di fa bella" ho fatto la mia entrata. Gran serata con ospiti d'onore gli argentini Nito ed Elba. Tutto sembrava potesse andare liscio come il pavimento. Non si vorrà mica fare sta cosa del compleanno in una serata come questa? Dai...non ci sta!! E invece secondo loro ci stava perché al tipico momento degli annunci odo 'ste parole: "But tonight we also have a birthday girl and I hope you, Malena, don't mind". "I MIND!!!!"
(Che poi a scherzo del destino vuol dire anche "obbedisco"). Credetemi che la buchetta faidate di salvataggio sarebbe stata la manna, invece, sempre con i piedi in fuga mi alzo e conquisto sogghignando il centro della sala. Ok, mi dico, ora faccio sto tango e festa fatta. Sì, è andata così. Più o meno. Come nella vita, anche nel tango, ci sono sempre delle complicazioni e quindi: prima mi sono beccata una serie di smancierie da parte della tipa che poco poco e mi trasformo in un souvenir de l'Italy, e poi col sorriso modello paralisi da stress, guardo dietro di me e vedo il millepiedi con la testa già in marcia verso di me. Ci sono voluti due tanghi, la gola secca e le mani congelate per portare a termine la tradizione. Poi un batter di ciglia e mi sono ripresa; a ballare! Poco dopo tutto si è fermato ancora ma stavolta per un'esibizione vera. Nito e Elba hanno ballato due soli tanghi e il primo si è interrotto due volte per uno sfigatissimo guasto tecnico. Non amo questa coppia per due ragioni: la prima è di puro gusto tanghero, non mi soddisfano né come milongueri né come tangueri da salon; l'altra è come sono soliti finire l'esibizione. Io li ho visti solo due
volte dal vivo, ma è sufficiente per aver notato una coazione a ripetere. Si tratta del modo in cui Nito lancia (o scaraventa) via da sé Elba alla fine del tango. Non c'è nessuna esigenza espressiva legata allo sviluppo del loro tango per farlo, almeno io non la vedo, eppure ogni volta lo fa. Pare un burattinaio che butta via il burattino. Quando mai? Se poi pensi che sono anche coppia nella vita, ti viene la tristezza. Ma forse Elba queste cose non le pensa, non le vede, e non le sente così. Rimane lo show. E quello che a me arriva è un'emozione estranea al Tango. Un'emozione che ha a che fare con l'indifferenza. Allora ripenso al bacio di Osvaldo a Coca alla fine di ogni esibizione e mi distendo.
Anche quest'anno è andata!
(Che poi a scherzo del destino vuol dire anche "obbedisco"). Credetemi che la buchetta faidate di salvataggio sarebbe stata la manna, invece, sempre con i piedi in fuga mi alzo e conquisto sogghignando il centro della sala. Ok, mi dico, ora faccio sto tango e festa fatta. Sì, è andata così. Più o meno. Come nella vita, anche nel tango, ci sono sempre delle complicazioni e quindi: prima mi sono beccata una serie di smancierie da parte della tipa che poco poco e mi trasformo in un souvenir de l'Italy, e poi col sorriso modello paralisi da stress, guardo dietro di me e vedo il millepiedi con la testa già in marcia verso di me. Ci sono voluti due tanghi, la gola secca e le mani congelate per portare a termine la tradizione. Poi un batter di ciglia e mi sono ripresa; a ballare! Poco dopo tutto si è fermato ancora ma stavolta per un'esibizione vera. Nito e Elba hanno ballato due soli tanghi e il primo si è interrotto due volte per uno sfigatissimo guasto tecnico. Non amo questa coppia per due ragioni: la prima è di puro gusto tanghero, non mi soddisfano né come milongueri né come tangueri da salon; l'altra è come sono soliti finire l'esibizione. Io li ho visti solo due
volte dal vivo, ma è sufficiente per aver notato una coazione a ripetere. Si tratta del modo in cui Nito lancia (o scaraventa) via da sé Elba alla fine del tango. Non c'è nessuna esigenza espressiva legata allo sviluppo del loro tango per farlo, almeno io non la vedo, eppure ogni volta lo fa. Pare un burattinaio che butta via il burattino. Quando mai? Se poi pensi che sono anche coppia nella vita, ti viene la tristezza. Ma forse Elba queste cose non le pensa, non le vede, e non le sente così. Rimane lo show. E quello che a me arriva è un'emozione estranea al Tango. Un'emozione che ha a che fare con l'indifferenza. Allora ripenso al bacio di Osvaldo a Coca alla fine di ogni esibizione e mi distendo.Anche quest'anno è andata!
venerdì 27 luglio 2007
mercoledì 11 luglio 2007
IL TANGO NEL SANGUE
si perché chi balla in questo video è il padre di Julio Balmaceda, Miguel Balmaceda.
I tempi le mode e le abilità sono cambiati ma il segno del talento è lo stesso...
I tempi le mode e le abilità sono cambiati ma il segno del talento è lo stesso...
lunedì 9 luglio 2007
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