Niente di più vero. I tangueros hanno una vita a parte, una lingua a parte, un codice comportamentale a parte e anche delle ossessioni a parte. Come fa una persona normale a capirci?
E' un mondo parallelo che non tutti quelli che lo frequentano, riescono a vivere. C'è modo e modo di entrare in questa dimensione e non tutti sono disposti a fare il salto necessario. C'è chi rimane un po' di qui e un po' di là, sulla soglia; frequentano le milongas ma non sono in circolo; considerano il tango come un'altra qualsiasi cosa della loro vita, magari al pari della salsa o peggio dello sport. Per carità, ognuno se lo vive come vuole il Tango ma da qua, dal mondo parallelo, mi vien da pensare: non sai quello che ti perdi amico!
mercoledì 1 giugno 2011
lunedì 2 maggio 2011
SANTA CORTINA
Ormai è diffusa ovunque l'usanza di non passare più le cortine durante le milonghe. Personalmente trovo questo e altri costumi (in espansione peraltro), non consoni alla struttura della milonga e per quanto possibile, ne voglio ribadire l'importanza della cortina e chiedere a chi organizza una milonga di rifletterci su.

In difesa della preziosa cortina vi dirò che:
Lo spero...

In difesa della preziosa cortina vi dirò che:
- è un'importante pausa musicale che avvisa i ballerini dell'imminente cambiamento di tanda e quindi, possibilmente di ritmo, di orchestra e come previsto, anche dell'arrivo di milonga o vals.
- è un momento di respiro: non tutti coloro che ballano sono preparati atleticamente e alle volte una pausa fa davvero riprendere fiato, soprattutto dopo le milonghe. Non sempre fa piacere, però, mostrare questa fatica al partner tanghero e la cortina ci dispensa.
- è il lasciapassare diplomatico per chi non ha più voglia di ballare con il/la tal tanghero/a: alla fine della tanda è lecito sfoderare un bel sorriso e dire 'grazie' per poi tornare al proprio posto. Nel mezzo di una tanda, o nel mezzo della infinita sequenza proposta senza cortine, invece si possono creare malintesi e imbarazzi.
- Ascoltare un ritmo diverso anche pochi secondi è salutare per l'orecchio, in senso di godimento musicale, aiuta ad apprezzare di più la musica.
- è il momento di pausa e quindi spendibile come si vuole: per fare due parole, per andare in bagno, fumare etc
- serve per contare meglio l'alternanza delle tande e quindi prevedere l'arrivo delle milonghe e dei vals e quindi scegliere al meglio il ballerino da adocchiare!
Lo spero...
lunedì 11 aprile 2011
lunedì 21 marzo 2011
IL TANGO IN SUDAFRICA
In partenza per una mèta vacanziera e non, una delle ricerche d'obbligo è diventata quella sul tango. Si balla in Sudafrica?La risposta è sì, si balla. E questo già porta punti in più nella scala di esaltazione prepartenza.
Prima di partire cerco sempre di immaginare come sarà la tal milonga e puntulamente non ci azzecco.
La comunità tanguera di Cape Town (che poi è la sola del Sudafrica insieme a quella di Johannesburg e a quella nascente di Pretoria) conta a quanto mi hanno raccontato i tangueri locali un'ottantina di tangueri ad essere larghi, dei quali ovviamente non tutti incalliti milongueri. Questo rende le milongas regolari, ossia quelle con cadenza settimanale, eventi più da bibita e chiacchere che non ammucchiate danzanti! Ci sono poi gli eventi straordinari e la milonga del secondo sabato del mese che probabilmente hanno più successo. Purtroppo sono riuscita a visitare solo una delle due milongas fisse che si organizzano a Cape Town: una il mercoledì (Rose Street Milonga) e una la domenica sera:
Milonga Que Pasa Latin Lounge: questa milonga si trova in un locale non molto grande e non lontano dal centro (due passi dal District Museum). Principalmente l'organizzatore si dedica alla salsa e solo la domenica presta la sala al tango e al maestro di tango che qui, come in un'altra cittadina, Stellenbosch, dà anche lezioni.
A Stellenbosch, ridente cittadina di terra rossa ma profumo e aspetto toscano, si balla il martedì, ma non sempre. In caso di bisogno è meglio contattare qualcuno tramite il sito di Cape Town che ho segnalato.
Tornando al Que Pasa Latin Lounge, vi posso dire che si tratta di un bar ben rifornito ma che non hanno niente da mangiare. C'è una pasticceria-panificio proprio dall'altra parte della piazza, ma chiude alle 17!
Il pavimento in ceramica lascia un pò a desiderare considerando che in alcuni punti è proprio sconnesso e ha delle buche qua e là. Il Musicalizador non esiste: c'è un cd player che va. Questo, come potete facilmente immaginare, lascia molte lacune nella selezione e di conseguenza anche nella milonga nel suo insieme. Per entrare si paga una schiocchezza, 3 euro e si balla dalle otto alle undici.
Niente cortinas, si conta. Mi dice uno dei tangueri più anziani (in anni tangueri, 12). Perfetto, conto. Conto e basta perché le tandas, chiamiamole così, sono miste. Non voglio fare la schizzinosa quando si tratta di tango, soprattutto se mi trovo all'estero e quindi passo la mia serata in allegria ballando con molti dei presenti. Manca, a quanto mi dice la tanguera al mio fianco, il ballerino fondatore e di conseguenza anche più bravo di CT. Peccato! Ma, dice, quello con cui hai ballato ora, è uno degli storici. Bene, penso, sono stata ben accolta. Chiacchero un pò col maestro, balliamo e ci scambiamo i contatti. Forse la settimana prossima, mi dice facciamo una milonga a Stellenbosch (dove io mi troverò) con musica dal vivo. Parlo col musicista, un ceco emigrato e felicemente insediato a CT, dove dice, si vive bene con poco. Ballo con gli storici e con gli stranieri come me (tedeschi!e inglesi) e alle undici, senza nemmeno accorgermene, è già finita.
Pazienza, niente afrotango. E io che mi ero immaginata di veder ballare finalmente il candombe come si deve...Qui il tango deve ancora crescere e non mi riferisco alla competenza dei singoli tangueri, bensì all'atmosfera della milonga e alla vita tanguera che rendono un posto davvero tanguero o semplicemnte un posto dove si balla anche tango.
Rientro alla Guest House e un pensiero mi martella in testa: possibile che non ci fosse nemmeno un tanguero di colore? Il mio tanguero personale conferma. Siamo perplessi. Eravamo appena arrivati a CT e ancora non avevamo capito che questa assenza non è un fatto strano, purtroppo. Gli sforzi fatti per superare la storia e la sofferenza del passato sono enormi ma i miracoli non esistono e i problemi legati alla disuguaglianza sociale, alla diffusione dell'hiv e alla criminalità diffusa rendono il Sudafrica ancora lontano dal sogno di Mandela.
venerdì 21 gennaio 2011
VIDEO DA NON PERDERE
E come ogni anno, anche quest'anno non vedevo l'ora di vedere le esibizioni che io considero un po' le esibizioni dell'anno: ossia quelle del Festival di Mantova. Il Festival di Mantova e' a mio avviso uno dei piu' significativi in Italia, per grandezza, storia (nona edizione)e scelte artistiche (coppie, orchestre, dj etc). Svolgendosi alla fine dell'anno, le esibizioni che lo animano, fanno un po' da spartiacque tra il vecchio e il nuovo anno, proponendo una sorta di riassunto delle tendenze tanguistiche dell'anno ma anche di quel che sara'.
Io ho scelto le esibizioni che preferisco per diversi motivi, ma ve le consiglio tutte.
Ecco la prima:
Adoracion, vals
Julio Balmaceda y Corina de la Rosa:
Yuyo Brujo, tango, D'Arienzo
Chicho ey Juana
Sinfonia de arrabal, tango, Donato
Dana Frigoli y Adrian Ferreyra
Ilusion Azul, vals
Sebastian Arce y Mariana Montes
Milonga de Buenos Aires
Sebastian Arce y Mariana Montes
Io ho scelto le esibizioni che preferisco per diversi motivi, ma ve le consiglio tutte.
Ecco la prima:
Adoracion, vals
Julio Balmaceda y Corina de la Rosa:
Yuyo Brujo, tango, D'Arienzo
Chicho ey Juana
Sinfonia de arrabal, tango, Donato
Dana Frigoli y Adrian Ferreyra
Ilusion Azul, vals
Sebastian Arce y Mariana Montes
Milonga de Buenos Aires
Sebastian Arce y Mariana Montes
Etichette:
BALLERINI,
FESTIVAL,
MILONGAS,
VIDEO TANGO
venerdì 26 novembre 2010
TANGO? A LITTLE WORLD
Il Tango è tra l'altro occasione di incredibili coincidenze. Poco tempo fa in una milonga qui in Germania, ballando con un tedesco ma forestiero in questa città, vien fuori il nome del mio migliore amico tanguero italiano che lui aveva conosciuto l'anno prima a Buenos Aires. In fondo l'ambiente non è così grande, anche se in forte espansione e poi sicuramente i tangueri sono gente che si muove, si sposta, migra anche solo per ballare in un posto nuovo e questo facilita scambi e incontri. Ma la coincidenza più grande fu senz'altro quando abitavo a Dallas qualche anno fa. Non appena trasferita mi organizzai quanto prima per andare in milonga. Era Halloween e ne racconto in questo post. Quello che però mi ritorna sempre in mente, tra tutte le disavventure, è proprio che la prima persona con cui ballai là era un ballerino incontrato due anni prima a Buenos Aires, dove lui, come me si trovava in vacanza! Siamo diventati ottimi compagni di tango e per tutto il tempo che ho vissuto a Dallas non ha mancato mai di invitarmi.
Ecco, qui devo fare un inciso: in Germania questo manca. Cosa? La voglia vera di ballare con qualcuno che se c'è, non vai via prima di averci ballato. Nascosta sotto coltroni e cappotti e affogata nella birra? Può essere, di fatto anche qui, non posso non confermare lo stereotipo e ammettere la discreta freddezza del carattere teutonico. Intendiamoci, non è sempre così ma gli sprazzi di entusiasmo o di manifesta passione (che non ha niente a che vedere con atti osceni o avances) sono mosche bianche che volano per la milonga. Mi manca questa cosa e non a caso per magia, alle volte ballando con qualcuno, all'improvviso torna quella sensazione, un attimo forse, ma c'era. Alla fine del tango guardo negli occhi il ballerino e capisco: "Ah! Non sei di qui...E di dove?". Mah..a scelta: argentino, italiano o spagnolo...alle volte turco o greco...ma insomma avete capito!
E invece io ne conosco di tangueri appassionati col senso del beat dalla punta dei capelli ai piedi. Quando vedo gente che balla così...per sport provo un certo rammarico per loro ma forse la mia è solo presunzione e in realtà ognuno il tango se lo vive dentro. In fondo come faccio io a sapere cosa sentono nel cuore? Vero...però è anche vero, che se questo qualcosa te lo tieni cucito nelle tasche io, che ballo con te, non lo potrò mai sentire e cosa c'è di più sprecato di un'emozione non condivisa? Specialmente nel tango! Il mio tanguero preferito a Dallas, di colore tanto per rimanere nell'ovvio, aveva dentro questa roba e quando mi invitava sentivo già solo nel gesto del cabeceo, l'unicità del momento, una sorta di affinità tanguera elettiva.
Io invito te come mia perfetta tanguera, in questo e per questo preciso tango ora e per sempre finché cortina non ci separi.
Mi chiedo spesso se il tango mi regalerà mai l'emozione di ballare ancora con lui in qualche milonga del mondo. Il tango VERO o almeno il mio tango vero è così, meravigliosamente crudele come l'amore: tu incontri qualcuno, nello spazio di un tango: nasce tutto e poi addio.
Ecco, qui devo fare un inciso: in Germania questo manca. Cosa? La voglia vera di ballare con qualcuno che se c'è, non vai via prima di averci ballato. Nascosta sotto coltroni e cappotti e affogata nella birra? Può essere, di fatto anche qui, non posso non confermare lo stereotipo e ammettere la discreta freddezza del carattere teutonico. Intendiamoci, non è sempre così ma gli sprazzi di entusiasmo o di manifesta passione (che non ha niente a che vedere con atti osceni o avances) sono mosche bianche che volano per la milonga. Mi manca questa cosa e non a caso per magia, alle volte ballando con qualcuno, all'improvviso torna quella sensazione, un attimo forse, ma c'era. Alla fine del tango guardo negli occhi il ballerino e capisco: "Ah! Non sei di qui...E di dove?". Mah..a scelta: argentino, italiano o spagnolo...alle volte turco o greco...ma insomma avete capito!
E invece io ne conosco di tangueri appassionati col senso del beat dalla punta dei capelli ai piedi. Quando vedo gente che balla così...per sport provo un certo rammarico per loro ma forse la mia è solo presunzione e in realtà ognuno il tango se lo vive dentro. In fondo come faccio io a sapere cosa sentono nel cuore? Vero...però è anche vero, che se questo qualcosa te lo tieni cucito nelle tasche io, che ballo con te, non lo potrò mai sentire e cosa c'è di più sprecato di un'emozione non condivisa? Specialmente nel tango! Il mio tanguero preferito a Dallas, di colore tanto per rimanere nell'ovvio, aveva dentro questa roba e quando mi invitava sentivo già solo nel gesto del cabeceo, l'unicità del momento, una sorta di affinità tanguera elettiva.
Io invito te come mia perfetta tanguera, in questo e per questo preciso tango ora e per sempre finché cortina non ci separi.
Mi chiedo spesso se il tango mi regalerà mai l'emozione di ballare ancora con lui in qualche milonga del mondo. Il tango VERO o almeno il mio tango vero è così, meravigliosamente crudele come l'amore: tu incontri qualcuno, nello spazio di un tango: nasce tutto e poi addio.
mercoledì 3 novembre 2010
MILONGA DESERTA.MA PERCHE'?
Purtroppo capita. E qui, capita spesso. C'è chi la chiama coincidenza, chi concorrenza, chi boicottaggio. Non lo so; quel che io so, è che spararsi 200km tra andata e ritorno per andare a ballare in una milonga dove trovi al massimo dieci coppie, di cui 7 magari principianti, sigilla una serata definivamente definibile 'da dimenticare'. A me dispiace, perché alla fine questa di cui parlo, (non ne faccio il nome per non contribuire ulteriormente al suo declino) è una bella milonga, in un bel posto, su un lago, organizzata da una coppia di ballerini argentini che insegnano nella zona, a sud di Monaco. La sala è molto grande, con il parquet, il bar, la terrazza sul lago e pure il ristorante per chi lo desiderasse, al piano di sopra. Il dj era assolutamente rispettabile. Ingredienti della ricetta soddisfatti, eppure, il dolce, potevi anche buttarlo!
Ma perché il tango deve funzionare in questo modo bizzarro? Sembra quasi, a guardarlo dall'esterno, che si decida a priori se far funzionare, appoggiandola e supportandola, una milonga nuova. Come a esercitare un potere di zona, come fanno i clan. Questa è una cosa che ho sempre notato, ovunque nel mondo mi sono spostata. Ne ho parlato spesso perché la percepisco come un'ingiustizia. Non è la pura legge del mercato che regna, ma quella del passaparola e del condizionamento esercitati dalle scuole di tango. E' difficile per un principiante avere le idee chiare sin dall'inizio e saper decidere dove andare o no, e anche giudicare chi merita e chi no. Io sono uno spirito per natura 'staccato'. Indipendente nel pensiero per vocazione ma anche per paura dell'alternativa. Di conseguenza, mi piace avere potere e controllo sulle mie decisioni. E decido dove andare, sulla base dell'esperienza, in primis.
Sabato scorso sono andata sul sicuro, a Monaco. Una milonga estremamente affidabile, La Tierrita. Sempre piena, ottima musica, ottimo livello etc. C'era l'esibizione che io definirei l'Esibizione dell'Anno: Damian Rosenthal y Céline Ruiz; senza ombra di dubbio tra le 10 coppie più preparate e interessanti del tango oggi. Eppure la sala era abbastanza sguarnita. Ho ballato, mi son divertita, perché là è sempre così, e lo show ha nutrito la mia anima tanguera ma mi son più volte chiesta dove fossero gli amanti del tango in una serata come quella. Almeno quelli della città, perché il sabato a Monaco ci sono solo due vere milongas. Il resto è discotango; non so se mi spiego.
E voi mi direte: e che te ne frega? Stimmt. Alla fine dei conti, non molto.
Baila e lascia bailar! (mantra del mese)
Ormai tanto è chiaro, che quando si parla oggi di tango, non si parla, ncessariamente, della stessa roba.
E ora godiamoci un'altra volta questa milonga:
Ma perché il tango deve funzionare in questo modo bizzarro? Sembra quasi, a guardarlo dall'esterno, che si decida a priori se far funzionare, appoggiandola e supportandola, una milonga nuova. Come a esercitare un potere di zona, come fanno i clan. Questa è una cosa che ho sempre notato, ovunque nel mondo mi sono spostata. Ne ho parlato spesso perché la percepisco come un'ingiustizia. Non è la pura legge del mercato che regna, ma quella del passaparola e del condizionamento esercitati dalle scuole di tango. E' difficile per un principiante avere le idee chiare sin dall'inizio e saper decidere dove andare o no, e anche giudicare chi merita e chi no. Io sono uno spirito per natura 'staccato'. Indipendente nel pensiero per vocazione ma anche per paura dell'alternativa. Di conseguenza, mi piace avere potere e controllo sulle mie decisioni. E decido dove andare, sulla base dell'esperienza, in primis.
Sabato scorso sono andata sul sicuro, a Monaco. Una milonga estremamente affidabile, La Tierrita. Sempre piena, ottima musica, ottimo livello etc. C'era l'esibizione che io definirei l'Esibizione dell'Anno: Damian Rosenthal y Céline Ruiz; senza ombra di dubbio tra le 10 coppie più preparate e interessanti del tango oggi. Eppure la sala era abbastanza sguarnita. Ho ballato, mi son divertita, perché là è sempre così, e lo show ha nutrito la mia anima tanguera ma mi son più volte chiesta dove fossero gli amanti del tango in una serata come quella. Almeno quelli della città, perché il sabato a Monaco ci sono solo due vere milongas. Il resto è discotango; non so se mi spiego.
E voi mi direte: e che te ne frega? Stimmt. Alla fine dei conti, non molto.
Baila e lascia bailar! (mantra del mese)
Ormai tanto è chiaro, che quando si parla oggi di tango, non si parla, ncessariamente, della stessa roba.
E ora godiamoci un'altra volta questa milonga:
Iscriviti a:
Post (Atom)