Il Tango è tra l'altro occasione di incredibili coincidenze. Poco tempo fa in una milonga qui in Germania, ballando con un tedesco ma forestiero in questa città, vien fuori il nome del mio migliore amico tanguero italiano che lui aveva conosciuto l'anno prima a Buenos Aires. In fondo l'ambiente non è così grande, anche se in forte espansione e poi sicuramente i tangueri sono gente che si muove, si sposta, migra anche solo per ballare in un posto nuovo e questo facilita scambi e incontri. Ma la coincidenza più grande fu senz'altro quando abitavo a Dallas qualche anno fa. Non appena trasferita mi organizzai quanto prima per andare in milonga. Era Halloween e ne racconto in questo post. Quello che però mi ritorna sempre in mente, tra tutte le disavventure, è proprio che la prima persona con cui ballai là era un ballerino incontrato due anni prima a Buenos Aires, dove lui, come me si trovava in vacanza! Siamo diventati ottimi compagni di tango e per tutto il tempo che ho vissuto a Dallas non ha mancato mai di invitarmi.
Ecco, qui devo fare un inciso: in Germania questo manca. Cosa? La voglia vera di ballare con qualcuno che se c'è, non vai via prima di averci ballato. Nascosta sotto coltroni e cappotti e affogata nella birra? Può essere, di fatto anche qui, non posso non confermare lo stereotipo e ammettere la discreta freddezza del carattere teutonico. Intendiamoci, non è sempre così ma gli sprazzi di entusiasmo o di manifesta passione (che non ha niente a che vedere con atti osceni o avances) sono mosche bianche che volano per la milonga. Mi manca questa cosa e non a caso per magia, alle volte ballando con qualcuno, all'improvviso torna quella sensazione, un attimo forse, ma c'era. Alla fine del tango guardo negli occhi il ballerino e capisco: "Ah! Non sei di qui...E di dove?". Mah..a scelta: argentino, italiano o spagnolo...alle volte turco o greco...ma insomma avete capito!
E invece io ne conosco di tangueri appassionati col senso del beat dalla punta dei capelli ai piedi. Quando vedo gente che balla così...per sport provo un certo rammarico per loro ma forse la mia è solo presunzione e in realtà ognuno il tango se lo vive dentro. In fondo come faccio io a sapere cosa sentono nel cuore? Vero...però è anche vero, che se questo qualcosa te lo tieni cucito nelle tasche io, che ballo con te, non lo potrò mai sentire e cosa c'è di più sprecato di un'emozione non condivisa? Specialmente nel tango! Il mio tanguero preferito a Dallas, di colore tanto per rimanere nell'ovvio, aveva dentro questa roba e quando mi invitava sentivo già solo nel gesto del cabeceo, l'unicità del momento, una sorta di affinità tanguera elettiva.
Io invito te come mia perfetta tanguera, in questo e per questo preciso tango ora e per sempre finché cortina non ci separi.
Mi chiedo spesso se il tango mi regalerà mai l'emozione di ballare ancora con lui in qualche milonga del mondo. Il tango VERO o almeno il mio tango vero è così, meravigliosamente crudele come l'amore: tu incontri qualcuno, nello spazio di un tango: nasce tutto e poi addio.
venerdì 26 novembre 2010
mercoledì 3 novembre 2010
MILONGA DESERTA.MA PERCHE'?
Purtroppo capita. E qui, capita spesso. C'è chi la chiama coincidenza, chi concorrenza, chi boicottaggio. Non lo so; quel che io so, è che spararsi 200km tra andata e ritorno per andare a ballare in una milonga dove trovi al massimo dieci coppie, di cui 7 magari principianti, sigilla una serata definivamente definibile 'da dimenticare'. A me dispiace, perché alla fine questa di cui parlo, (non ne faccio il nome per non contribuire ulteriormente al suo declino) è una bella milonga, in un bel posto, su un lago, organizzata da una coppia di ballerini argentini che insegnano nella zona, a sud di Monaco. La sala è molto grande, con il parquet, il bar, la terrazza sul lago e pure il ristorante per chi lo desiderasse, al piano di sopra. Il dj era assolutamente rispettabile. Ingredienti della ricetta soddisfatti, eppure, il dolce, potevi anche buttarlo!
Ma perché il tango deve funzionare in questo modo bizzarro? Sembra quasi, a guardarlo dall'esterno, che si decida a priori se far funzionare, appoggiandola e supportandola, una milonga nuova. Come a esercitare un potere di zona, come fanno i clan. Questa è una cosa che ho sempre notato, ovunque nel mondo mi sono spostata. Ne ho parlato spesso perché la percepisco come un'ingiustizia. Non è la pura legge del mercato che regna, ma quella del passaparola e del condizionamento esercitati dalle scuole di tango. E' difficile per un principiante avere le idee chiare sin dall'inizio e saper decidere dove andare o no, e anche giudicare chi merita e chi no. Io sono uno spirito per natura 'staccato'. Indipendente nel pensiero per vocazione ma anche per paura dell'alternativa. Di conseguenza, mi piace avere potere e controllo sulle mie decisioni. E decido dove andare, sulla base dell'esperienza, in primis.
Sabato scorso sono andata sul sicuro, a Monaco. Una milonga estremamente affidabile, La Tierrita. Sempre piena, ottima musica, ottimo livello etc. C'era l'esibizione che io definirei l'Esibizione dell'Anno: Damian Rosenthal y Céline Ruiz; senza ombra di dubbio tra le 10 coppie più preparate e interessanti del tango oggi. Eppure la sala era abbastanza sguarnita. Ho ballato, mi son divertita, perché là è sempre così, e lo show ha nutrito la mia anima tanguera ma mi son più volte chiesta dove fossero gli amanti del tango in una serata come quella. Almeno quelli della città, perché il sabato a Monaco ci sono solo due vere milongas. Il resto è discotango; non so se mi spiego.
E voi mi direte: e che te ne frega? Stimmt. Alla fine dei conti, non molto.
Baila e lascia bailar! (mantra del mese)
Ormai tanto è chiaro, che quando si parla oggi di tango, non si parla, ncessariamente, della stessa roba.
E ora godiamoci un'altra volta questa milonga:
Ma perché il tango deve funzionare in questo modo bizzarro? Sembra quasi, a guardarlo dall'esterno, che si decida a priori se far funzionare, appoggiandola e supportandola, una milonga nuova. Come a esercitare un potere di zona, come fanno i clan. Questa è una cosa che ho sempre notato, ovunque nel mondo mi sono spostata. Ne ho parlato spesso perché la percepisco come un'ingiustizia. Non è la pura legge del mercato che regna, ma quella del passaparola e del condizionamento esercitati dalle scuole di tango. E' difficile per un principiante avere le idee chiare sin dall'inizio e saper decidere dove andare o no, e anche giudicare chi merita e chi no. Io sono uno spirito per natura 'staccato'. Indipendente nel pensiero per vocazione ma anche per paura dell'alternativa. Di conseguenza, mi piace avere potere e controllo sulle mie decisioni. E decido dove andare, sulla base dell'esperienza, in primis.
Sabato scorso sono andata sul sicuro, a Monaco. Una milonga estremamente affidabile, La Tierrita. Sempre piena, ottima musica, ottimo livello etc. C'era l'esibizione che io definirei l'Esibizione dell'Anno: Damian Rosenthal y Céline Ruiz; senza ombra di dubbio tra le 10 coppie più preparate e interessanti del tango oggi. Eppure la sala era abbastanza sguarnita. Ho ballato, mi son divertita, perché là è sempre così, e lo show ha nutrito la mia anima tanguera ma mi son più volte chiesta dove fossero gli amanti del tango in una serata come quella. Almeno quelli della città, perché il sabato a Monaco ci sono solo due vere milongas. Il resto è discotango; non so se mi spiego.
E voi mi direte: e che te ne frega? Stimmt. Alla fine dei conti, non molto.
Baila e lascia bailar! (mantra del mese)
Ormai tanto è chiaro, che quando si parla oggi di tango, non si parla, ncessariamente, della stessa roba.
E ora godiamoci un'altra volta questa milonga:
lunedì 20 settembre 2010
MIRADA E CABECEO
Chiariamola questa cosa: questo punto del codice tanguero non è roba d'altri tempi, checché ne dicano i nuovi maestri, le nuove scuole e chi per loro.
Lo sguardo è un grande strumento in mano ai tangueri e alle tanguere che possono esercitare la Scelta in modo libero e dicreto senza sentirsi 'vittime' l'una dell'altro. Senza, è la mujer a pagarne le spese più care, perché rimane vittima di quel latente maschilismo così evidente per i profani: sono io, uomo, che ti invito, sono io che guido, sono io che ti riporto al posto. Se questo deve essere il nuovo andazzo, allora ben vengano le donne che invitano; attenzione però perché entrambi hanno perso la possibilità di una scelta reciproca e anche di essere rifiutati senza dare nell'occhio. La mirada è un'esca che la donna e l'uomo lanciano per scegliersi. Poi se il tanguero o la tanguera preso di mira, appunto!, ci sta, bene, sennò si passa ad altro. Nuova mirada e possibile cabeceo di risposta.
Quando l'uomo, o la donna, si alza dal suo posto, magari attraversa tutta la sala e si pianta davanti a te, o tu lo conosci, siete amici o avete una relazione tanguera stabile, e allora va bene, ma se non ci pensavi proprio a ballare con lui o magari lo conosci anche e ti sta per qualche motivo sulle balle, ecco allora sorgono i problemi. Si crea una situazione imbarazzante: dico di no, rispettando il codice così magari la prossima volta ci penserà o accetto e mi faccio una tanda controvoglia? Entrambe le decisioni non sono immuni da conseguenze. Se non accetto e lui ha poca dimestichezza col codice etc, la prenderà male e potrebbe quindi nascere una discussione ancora più imbarazzante. Se accetto, posso trovarmi ancora in imbarazzo sia se alla fine del primo brano volessi interrompere la tanda, sia se decidessi di prolungare la sofferenza fino alla fine. Io accetto sempre (salvo casi limite) perché spero sempre di sorprendermi e trovare il super tanguero che non avevo notato ma mi piace proprio.
Trovo però non sia necessariamente da condonnare la donna che cerca di far rispettare i suoi desideri. Perché alla fine di questo si tratta. Il tango è desiderio: desiderio di unirsi in un abbraccio per quella tanda. La tanguera va in milonga pensando ai milongueri che potrebbe incontrare e a quali tande vorrebbe ballare con ognuno di loro. Questo almeno in teoria. Di fatto io non ci riesco mai perché parto sempre con le migliori intenzioni ma poi: uno, io non sono brava nella mirada (mi scoccio a fissare!) due, sono pochi gli uomini che si avvalgono del cabeceo, e tre, sono praticamente inesistenti qui i tangueri che invitano su tanda. (A Dallas avevo invece un paio di ballerini perfetti in questa cosa!). In più, c'è da dire, che sono praticamente inesistenti le milongas che hanno una struttura tale da favorire l'innesco di questo meccanismo di sguardi e quindi spesso mi ritrovo con gli uomini alle mie spalle. E qui non posso esimermi dal raccontare che in quel di Firenze (rinomata città conservativa fino allo snobbismo) proprio un tanguero navigato mi invitò bussandomi sulla spalla. Dissi di sì ma trovo sia alquanto inconciliabile con le buone maniere del tango.
Presentandomi in milonga sempre in coppia, come tanguera, ho vita difficile. Ricordo che a Buenos Aires dovevamo proprio separarci se volevamo ballare con gli altri. Qui, i più rispettosi, chiedono il permesso del mio tanguero per invitarmi e lo ringraziano quando mi riportano a posto. Mosche bianche a rischio di estinzione. Peccato perché non c'è cosa più importante per una donna del sentirsi rispettate soprattutto in un posto, dove si dona il cuore anche se solo per lo spazio di un tango.
Lo sguardo è un grande strumento in mano ai tangueri e alle tanguere che possono esercitare la Scelta in modo libero e dicreto senza sentirsi 'vittime' l'una dell'altro. Senza, è la mujer a pagarne le spese più care, perché rimane vittima di quel latente maschilismo così evidente per i profani: sono io, uomo, che ti invito, sono io che guido, sono io che ti riporto al posto. Se questo deve essere il nuovo andazzo, allora ben vengano le donne che invitano; attenzione però perché entrambi hanno perso la possibilità di una scelta reciproca e anche di essere rifiutati senza dare nell'occhio. La mirada è un'esca che la donna e l'uomo lanciano per scegliersi. Poi se il tanguero o la tanguera preso di mira, appunto!, ci sta, bene, sennò si passa ad altro. Nuova mirada e possibile cabeceo di risposta.
Quando l'uomo, o la donna, si alza dal suo posto, magari attraversa tutta la sala e si pianta davanti a te, o tu lo conosci, siete amici o avete una relazione tanguera stabile, e allora va bene, ma se non ci pensavi proprio a ballare con lui o magari lo conosci anche e ti sta per qualche motivo sulle balle, ecco allora sorgono i problemi. Si crea una situazione imbarazzante: dico di no, rispettando il codice così magari la prossima volta ci penserà o accetto e mi faccio una tanda controvoglia? Entrambe le decisioni non sono immuni da conseguenze. Se non accetto e lui ha poca dimestichezza col codice etc, la prenderà male e potrebbe quindi nascere una discussione ancora più imbarazzante. Se accetto, posso trovarmi ancora in imbarazzo sia se alla fine del primo brano volessi interrompere la tanda, sia se decidessi di prolungare la sofferenza fino alla fine. Io accetto sempre (salvo casi limite) perché spero sempre di sorprendermi e trovare il super tanguero che non avevo notato ma mi piace proprio.
Trovo però non sia necessariamente da condonnare la donna che cerca di far rispettare i suoi desideri. Perché alla fine di questo si tratta. Il tango è desiderio: desiderio di unirsi in un abbraccio per quella tanda. La tanguera va in milonga pensando ai milongueri che potrebbe incontrare e a quali tande vorrebbe ballare con ognuno di loro. Questo almeno in teoria. Di fatto io non ci riesco mai perché parto sempre con le migliori intenzioni ma poi: uno, io non sono brava nella mirada (mi scoccio a fissare!) due, sono pochi gli uomini che si avvalgono del cabeceo, e tre, sono praticamente inesistenti qui i tangueri che invitano su tanda. (A Dallas avevo invece un paio di ballerini perfetti in questa cosa!). In più, c'è da dire, che sono praticamente inesistenti le milongas che hanno una struttura tale da favorire l'innesco di questo meccanismo di sguardi e quindi spesso mi ritrovo con gli uomini alle mie spalle. E qui non posso esimermi dal raccontare che in quel di Firenze (rinomata città conservativa fino allo snobbismo) proprio un tanguero navigato mi invitò bussandomi sulla spalla. Dissi di sì ma trovo sia alquanto inconciliabile con le buone maniere del tango.
Presentandomi in milonga sempre in coppia, come tanguera, ho vita difficile. Ricordo che a Buenos Aires dovevamo proprio separarci se volevamo ballare con gli altri. Qui, i più rispettosi, chiedono il permesso del mio tanguero per invitarmi e lo ringraziano quando mi riportano a posto. Mosche bianche a rischio di estinzione. Peccato perché non c'è cosa più importante per una donna del sentirsi rispettate soprattutto in un posto, dove si dona il cuore anche se solo per lo spazio di un tango.
martedì 7 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
lunedì 26 luglio 2010
MILONGA "LA BOCA" A ULM e IL NON TANGO
Faccio la Tango-Dj per passione e perché è capitato, tutto qui. Non mi ritengo una professionista e mai e poi mai mi sognerei di paragonarmi ai veri musicalizador di BA. Detto questo, cerco di prestare il mio servizio nella massima serietà e di approfondire, come posso, la vasta materia tanguera. Per questo, o forse lo avrei comunque, ho sempre un orecchio di riguardo per la selezione musicale che si sceglie nelle milonghe. Non è mia intenzione criticare il lavoro degli altri dj; tutti sicuramente più bravi e colti di me, ma trovo alquanto sconveniente per un Tdj, rifiutare le richieste degli ospiti, soprattutto quando la pista è praticamente vuota e una delle due coppie che balla è appunto il Tdj+frau! Da quando in qua un Tdj se la canta e se la balla? E' accaduto sabato: milonga La Boca, a Ulm (Deutschland).
Una serata potenzialmente fantastica, rovinosamente caduta in disgrazia per colpa del Tdj. Eh sì..lo devo dire, perché il posto, un vecchio capannone abbandonato e sede di graffitari e skaters, pieno di candele, lampade moderne, murales, empanadas e tanta gente, era perfetto pur nella sua stravaganza dal sapore suburbano. Eppure, se manca, la componente n°1 , la musica, manca tutto. Per capirci, su una quarantina di tandas, 5-6 saranno state di tango. Il resto è stato tango elettronico e non tango o nel migliore dei casi, la più introvabile delle versioni del tal tango. A poco son valse le lamentele e le richieste.
E purtroppo, qui in Germania, non è affatto cosa rara!
Pensate che poco tempo fa, parlando con una giovane coppia di conoscenti, mi son sentita dire più o meno queste parole: "Sì, però che noia queste milonghe...tutta la sera solo tango!"
E vi ho detto tutto.
Una serata potenzialmente fantastica, rovinosamente caduta in disgrazia per colpa del Tdj. Eh sì..lo devo dire, perché il posto, un vecchio capannone abbandonato e sede di graffitari e skaters, pieno di candele, lampade moderne, murales, empanadas e tanta gente, era perfetto pur nella sua stravaganza dal sapore suburbano. Eppure, se manca, la componente n°1 , la musica, manca tutto. Per capirci, su una quarantina di tandas, 5-6 saranno state di tango. Il resto è stato tango elettronico e non tango o nel migliore dei casi, la più introvabile delle versioni del tal tango. A poco son valse le lamentele e le richieste.
E purtroppo, qui in Germania, non è affatto cosa rara!
Pensate che poco tempo fa, parlando con una giovane coppia di conoscenti, mi son sentita dire più o meno queste parole: "Sì, però che noia queste milonghe...tutta la sera solo tango!"
E vi ho detto tutto.
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lunedì 28 giugno 2010
IL TANGO A REGENSBURG
Altro giro altra corsa; questa volta per la Germania, alla scoperta di altre e suggestive milonghe. Così almeno era la mia intenzione e devo dire che il posto di per sé ha mantenuto la promessa. La città, il cui nome italiano è Ratisbona, è molto accogliente e con una bella giornata di sole come è stata sabato, ti dà la possibilità di girare a naso in su senza mèta, scoprendo comunque angoli, piazze, piazzette, chiese e palazzi che seppur bavaresi, sanno molto di italiano.
Scoprire nuovi posti attraverso il tango è la mia attività preferita ultimamente, e mi rende ancora più tangotossica :)
La milonga che ho scelto come traino, è una milonga che si organizza all'aperto e questo già la rende, qui in Germania, un evento abbastanza raro; in più si svolge nel cortile interno di quello che credo sia stato un monastero e che ora è sede di una scuola Montessori. Parte del ricavato va a sostegno della scuola stessa.
Come si è già capito, sulla location non ho niente da dire. Con la musica, invece, qualche problemuccio ce l'ho avuto e non per fare l'incontentabile ma perché di fatto si è proposto un concerto dal vivo di un gruppo che di fatto, non suona tango. Potrebbe anche essere una scelta piacevole, ma allora, sul programma mi aspetto una chiara descrizione che rimarchi la differenza. Se, invece, mi aspetto un gruppo di tango, tango vorrei ascoltare e soprattutto ballare. E sapete perché non c'era scritto niente sul programa? Perché per loro, fondamentalmente, è uguale! Basta sia musica ballabile!!! A me questo rattrista molto e non sono un'integralista del tango. Sono solo una che se ha scelto di ballare il tango, è perché si è innamorata del tango come musica. Ma su questo tornerò presto con un post ad hoc.
Tornando a Regensburg, aggiungo che il Tdj, che copriva gli intervalli, è un allegro ed estroverso ragazzo dell'Uruguay che ha simpaticamente ironizzato sulla sua condizione di schiavo della serata e in genere della scena tanguera locale, trovandosi spesso obbligato a passare la musica che qui, semplicemente, vogliono. A me la cosa fa molto riflettere.
Il livello medio non è granché ma ci sono dei ballerini simpatici anche se la serata, in conclusione, si è rivelata una bella cornice dagli scarsi contenuti.
Val la pena andare, per visitare la città e i suoi d'intorni lungo la valle del Danubio.
Curiosità: io ho trovato una pensione carina e vicina al centro che raccomando anche perché, ho scoperto lì, grazie alla presenza di volantini sospetti, che la proprietaria è una tanguera!
Se volete la pagina del Tango a Regensburg, cliccate.
Scoprire nuovi posti attraverso il tango è la mia attività preferita ultimamente, e mi rende ancora più tangotossica :)
La milonga che ho scelto come traino, è una milonga che si organizza all'aperto e questo già la rende, qui in Germania, un evento abbastanza raro; in più si svolge nel cortile interno di quello che credo sia stato un monastero e che ora è sede di una scuola Montessori. Parte del ricavato va a sostegno della scuola stessa.
Come si è già capito, sulla location non ho niente da dire. Con la musica, invece, qualche problemuccio ce l'ho avuto e non per fare l'incontentabile ma perché di fatto si è proposto un concerto dal vivo di un gruppo che di fatto, non suona tango. Potrebbe anche essere una scelta piacevole, ma allora, sul programma mi aspetto una chiara descrizione che rimarchi la differenza. Se, invece, mi aspetto un gruppo di tango, tango vorrei ascoltare e soprattutto ballare. E sapete perché non c'era scritto niente sul programa? Perché per loro, fondamentalmente, è uguale! Basta sia musica ballabile!!! A me questo rattrista molto e non sono un'integralista del tango. Sono solo una che se ha scelto di ballare il tango, è perché si è innamorata del tango come musica. Ma su questo tornerò presto con un post ad hoc.
Tornando a Regensburg, aggiungo che il Tdj, che copriva gli intervalli, è un allegro ed estroverso ragazzo dell'Uruguay che ha simpaticamente ironizzato sulla sua condizione di schiavo della serata e in genere della scena tanguera locale, trovandosi spesso obbligato a passare la musica che qui, semplicemente, vogliono. A me la cosa fa molto riflettere.
Il livello medio non è granché ma ci sono dei ballerini simpatici anche se la serata, in conclusione, si è rivelata una bella cornice dagli scarsi contenuti.
Val la pena andare, per visitare la città e i suoi d'intorni lungo la valle del Danubio.
Curiosità: io ho trovato una pensione carina e vicina al centro che raccomando anche perché, ho scoperto lì, grazie alla presenza di volantini sospetti, che la proprietaria è una tanguera!
Se volete la pagina del Tango a Regensburg, cliccate.
domenica 13 giugno 2010
Milonga El Corazon Monaco
Ieri abbiamo provato una milonga nuova in Monaco, El Corazon.
Zona
Molto bella, piena di verde e splendide ville.
La milonga
Il posto è un appartamento al primo piano, trasformato in sala di danza ergo non molto grande, sui 60mq e poi uno spazio stretto e lungo dove si ammonticchiano tavoli, divani e sedie e i relativi ospiti prima che capiscano che è inutile rinchiudersi il quel puzzle. Meglio ballare.
Musica
Ieri sera (e credo sia sempre così) non c'era il dj. Solo l'organizzatore che metteva su la musica, senza cortine e senza grande attenzione all'ordine. Nell'insieme e nella media monacense passabile.
Clima
Finestre poche e strachiuse per il rumore (v. zona iper-residenziale) ergo un caldo boia. A disposizione ventaglietti di carta.
Particolari
Donne. Tante donne. Ma tante. Tipo venti in più rispetto agli uomini ergo si balla poco.
Prima dell'entrata un mini ingresso per cambiarsi le scarpe e un attaccapanni. Attenzione alle scale a chiocciola!
Esibizione
Sebastián Posadas e Eugenia Eberhardt
Hanno ballato 5 brani, 3 tanghi di cui uno nuevo, 1 vals, una milonga. Sembrava tutto abbastanza improvvisato tranne uno che era evidentemente una coreografia e infatti conteneva notevoli difficoltà.
Bravi e modesti anche se non amo particolarmente questo stile tutto sgambettii.
Poche settimane fa poi ho visto questa coppia cilena:
Esteban Cortéz y Evelyn Rivera
Anche loro molta energia ma la precisione? Non so...ma è come se questa scena tanguera stesse pullulando in quantità di offerte a scapito della vera qualità.
D'altronde non riflette altro che la logica del mercato. O no?
Zona
Molto bella, piena di verde e splendide ville.
La milonga
Il posto è un appartamento al primo piano, trasformato in sala di danza ergo non molto grande, sui 60mq e poi uno spazio stretto e lungo dove si ammonticchiano tavoli, divani e sedie e i relativi ospiti prima che capiscano che è inutile rinchiudersi il quel puzzle. Meglio ballare.
Musica
Ieri sera (e credo sia sempre così) non c'era il dj. Solo l'organizzatore che metteva su la musica, senza cortine e senza grande attenzione all'ordine. Nell'insieme e nella media monacense passabile.
Clima
Finestre poche e strachiuse per il rumore (v. zona iper-residenziale) ergo un caldo boia. A disposizione ventaglietti di carta.
Particolari
Donne. Tante donne. Ma tante. Tipo venti in più rispetto agli uomini ergo si balla poco.
Prima dell'entrata un mini ingresso per cambiarsi le scarpe e un attaccapanni. Attenzione alle scale a chiocciola!
Esibizione
Sebastián Posadas e Eugenia Eberhardt
Hanno ballato 5 brani, 3 tanghi di cui uno nuevo, 1 vals, una milonga. Sembrava tutto abbastanza improvvisato tranne uno che era evidentemente una coreografia e infatti conteneva notevoli difficoltà.
Bravi e modesti anche se non amo particolarmente questo stile tutto sgambettii.
Poche settimane fa poi ho visto questa coppia cilena:
Esteban Cortéz y Evelyn Rivera
Anche loro molta energia ma la precisione? Non so...ma è come se questa scena tanguera stesse pullulando in quantità di offerte a scapito della vera qualità.
D'altronde non riflette altro che la logica del mercato. O no?
mercoledì 19 maggio 2010
IL TANGO A PRAGA

MILONGA DEL GIOVEDI AL JAM CAFE'
Questa milonga si trova in centrissimo, pochi passi da Piazza San Venceslao (fermata Narodni Trida), al primo piano di un edificio all'interno di una piccola galleria commerciale. Il Jam Café è un locale moderno, ampio dove si può bere (ottima la limonata fatta dal barista giocoliere!) o mangiare una fetta di torta (prezzi convenienti,attenzione però alla cameriera che vi chiederà di continuo se volete altro incitandovi così ad accumulare consumazioni!tipico ceco!!!). Il pavimento è di linoleum e detto così suona male. In realtà io non mi son trovata male perché dopo un pò tutti i pavimenti tendono a modificarsi col sudore e questo ha raggiunto il giusto grado di 'scivolosità'! Nella sostanza si tratta di una milonga piccola ma abbastanza frequentata (30-40 persone) e nella media ci si diverte visto il clima rilassato e familiare. Personalmente ho avuto modo di sudare parecchio, soprattutto grazie al ragazzo che organizza la milonga, Jan. Lui e la sua partner Patricie sono stati molto gentili ed accoglienti dimostrando disponibilità e apertura verso i nuovi visitatori. Oltre a noi, di stranieri, c'era anche una coppia di tedeschi. La musica è di tipo tradizionale salvo una tanda (nuovo Gotan) ed è stata generalmente molto buona. Giudizio quindi assolutamente positivo.
MILONGA DEL VENERDI A EL TEATRINO
Questa milonga è un pò più fuori mano (fermata metro FLORA) ma non tanto da farci desistere e devo dire che già per il locale ne vale la pena. Si tratta, come già si intuisce dal nome, di un teatro, nemmeno troppo piccolo. Ovviamente il palcoscenico è chiuso e la milonga si svolge in quella che fu la platea. Su un lato della sala si trova un bar, abbastanza chic come tutto l'ambiente e l'Hotel all'interno del quale poi si trova il locale-teatro-milonga. La milonga è abbastanza affollata quando arriviamo (60 persone) ma si svuota nel giro di un'ora (brutta abitudine di molti posti del nord!) e quindi ci facciamo gli ultimi tanghi da mezzanotte all'una in pochi ma buoni. In questo caso non posso esprimere un giudizio troppo positivo né sulla musica (senza ordine e spesso poco ballabile; vedi Goyeneche o Lhasa) né sugli organizzatori. Questi non ho nemmeno ben capito chi fossero visto che sono rimasti tutto il tempo in un angolo della sala, vicino al punto dj. Forse il ragazzo stesso che organizza era anche dj ma lo deduco soltanto perché ho visto la postazione dj quasi sempre vuota. Anche la sua partner l'ho vista solo una volta ballare, con lui appunto e stop. Il resto delle osservazioni sono solo chiacchere e gossip, quindi mi fermo qui! Il giudizio, come si deduce, non è granché ma sono sicura che può essere diverso anche perché ogni serata fa caso a parte!
Bon!Se avete cose da chiedermi sono qui a disposizione. Nel frattempo buon tango a tutti!
PS- tra poco, dal 17 al 20 giungo ci sarà il Festival di Tango a Praga, Tango Alchemie. Se solo avessi tempo...QUI tutte le informazioni sugli eventi tangueri a Praga.
giovedì 6 maggio 2010
POSSEDUTA
In più occasione non ho mancato di sottolineare la mia tangodipendenza. Quello che forse non ho ancora raccontato riguarda lo stato di mera possessione che vivo rispetto alla musica. Perché in milonga, a ballare dico, uno va e poi torna a casa e fino a quella successiva non balla (tranne qualche incrocio per strada o qualche gancio al supermercato). Ma la musica ti rimane dentro anche per giorni. Così, praticamente tutti i gironi, mi alzo con un tango e me lo porto a spasso finché non ci ricorichiamo insieme appassionatamente per la notte da sognare abbracciati.
Bello sì, ma anche no. Ora ad esempio, sto lavorando ma nella testa c'è lui a fare adorni e ochos. Mi distrae, mi chiama come una sirena a sé e non smette finché non cedo; come adesso che ho deciso di provare a scriverci qualcosa su. Vediamo se postandolo qui, questo tango mi lascia in pace!
Sobre el tiempo transcurrido
vives siempre en mi,
y estos campos que nos vieron
juntos sonreir,
me preguntan si el olvido,
me curo de ti.
Y entre los vientos
se van mis quejas
muriendo en ecos,
buscandote...
Mientras que, lejos,
otros brazos y otros besos
te aprisionan y me dicen
que ya no has de volver
PERFETTO!
Bello sì, ma anche no. Ora ad esempio, sto lavorando ma nella testa c'è lui a fare adorni e ochos. Mi distrae, mi chiama come una sirena a sé e non smette finché non cedo; come adesso che ho deciso di provare a scriverci qualcosa su. Vediamo se postandolo qui, questo tango mi lascia in pace!
Sobre el tiempo transcurrido
vives siempre en mi,
y estos campos que nos vieron
juntos sonreir,
me preguntan si el olvido,
me curo de ti.
Y entre los vientos
se van mis quejas
muriendo en ecos,
buscandote...
Mientras que, lejos,
otros brazos y otros besos
te aprisionan y me dicen
que ya no has de volver
PERFETTO!
lunedì 19 aprile 2010
TANGO FESTIVALITO AUGSBURG 2010
Volato! Ecco, è già passato. Un we di TangoFullImmersion di meravigliosa intensità si è concluso e mi ritrovo qui, a caldo a volerne parlare per allungarne un pò i benefici effetti. Peccato che non sappia da dove partire a raccontare e mi senta come davanti a quei compiti in classe, in cui il tema da svolgere era così ampio che già vedevi tutto il protocollo pieno e nemmeno avevi inziato a scrivere.
E' stato così il mio Festivalito: pieno. Pieno di gioia autentica, di soddisfazione, di emozione, di ammirazione, di elettricità, di solefamesete e di tanto dolore ai piedi!
Perché?
Perché il Sexteto Milonguero (1) che si è esibito sabato sera, ha superato la fama che lo precedeva e per poco non veniva giù il teatro.
Perché come modestissima Dj, ho ricevuto tanto affetto indietro.
Perché come spettatrice mi sono sentita battere il cuore all'unisono con le note dei miei tanghi preferiti cantati e suonati con un'energia pazzesca.
Perché ho visto ballare la milonga (2) come el dio del tango comanda.
Perché da Tanguera appassionata non mi sono risparmiata!
Perché, cosa non scontata, ho imparato davvero da un Workshop con Enrique y Juditta (3) e c'ho pure guadagnato una maglietta!
E perché, dovendo riballare stasera, non mi sono fatta mancare anche un godurioso massaggio tailandese ai piedi!
(1)
(2)
(3)
Alla fine sapete cosa c'è di ancora più bello?
Che anche a sipario chiuso il tango continua a suonarmi dentro.
E' stato così il mio Festivalito: pieno. Pieno di gioia autentica, di soddisfazione, di emozione, di ammirazione, di elettricità, di solefamesete e di tanto dolore ai piedi!
Perché?
Perché il Sexteto Milonguero (1) che si è esibito sabato sera, ha superato la fama che lo precedeva e per poco non veniva giù il teatro.
Perché come modestissima Dj, ho ricevuto tanto affetto indietro.
Perché come spettatrice mi sono sentita battere il cuore all'unisono con le note dei miei tanghi preferiti cantati e suonati con un'energia pazzesca.
Perché ho visto ballare la milonga (2) come el dio del tango comanda.
Perché da Tanguera appassionata non mi sono risparmiata!
Perché, cosa non scontata, ho imparato davvero da un Workshop con Enrique y Juditta (3) e c'ho pure guadagnato una maglietta!
E perché, dovendo riballare stasera, non mi sono fatta mancare anche un godurioso massaggio tailandese ai piedi!
(1)
(2)
(3)
Alla fine sapete cosa c'è di ancora più bello?
Che anche a sipario chiuso il tango continua a suonarmi dentro.
lunedì 12 aprile 2010
sabato 6 marzo 2010
C.......! LE SCARPE!
Sì, può succedere. Avrei scommesso di no. Come può un arbitro dimenticare il fischietto? Come farebbe un idraulico senza il pappagallo? O lo spazzacamino senza i suoi scovoli? E ditemi voi? Come fa un tanguero a dimenticarsi le scarpe??? Impossibile. E praticamente irrealizabile quando trattasi dell'esemplare femminile, la tanguera.
Eppure è successo. Mi è successo! Ancora stento a crederci :)
Che poi me ne sono accorta proprio al momento di cambiarmi le scarpe. Definitivamente tardi. A un'ottantina di km da casa per giunta. Che fare? Diverse le opzioni:
Ma sì..la numero 5...Che volete? Sono una ex-teatrante abituata a stare scalza in scena e alla fine, lo ammetto, mi è anche piaciuto, un pò.

(E poi la milonga era in un teatro; nello spazio scenico di una sala di teatro. Una bella milonga.)
Solo un pò, però. Perché dopotutto non posso che riconfermare alle scarpette quel valore intrinseco di tanguitudine che innalzano lo stile e la performance stessa come nessun altro oggetto.
Non sapete che gioia rimirarle, una volta a casa. Le mie otto paia di scarpe da tango...Una volta e' sufficiente. Non vi lascero' mai piu' a casa. Promesso.
E infatti uno di loro, si e' gia' offerto in sacrificio. Ora sta da solo, al freddo, in macchina. Pronto a venire in soccorso della sua amante-padrona, qualora mai ne avesse bisogno.
Eppure è successo. Mi è successo! Ancora stento a crederci :)
Che poi me ne sono accorta proprio al momento di cambiarmi le scarpe. Definitivamente tardi. A un'ottantina di km da casa per giunta. Che fare? Diverse le opzioni:
- ritirarsi e fustigarsi col cilicio notte natural durante.
- sottrarne un paio, dopo una breve occhiata verificatrice di misura, stile, colore, a una tua simile ignara e distratta nei saluti pre-serata.
- chiamare le pagine gialle o Bisio per sapere dove si trova il negozio di scarpe più vicino (chissa' com'e' il Bisio tedesco?).
- Provare con le scarpe da ginnastica di tre numeri piu' grandi, del tuo ballerino.
- Ballare tutta la sera in elegante calzino nero di cotone, rigorosamente in punta di piedi.
Ma sì..la numero 5...Che volete? Sono una ex-teatrante abituata a stare scalza in scena e alla fine, lo ammetto, mi è anche piaciuto, un pò.

(E poi la milonga era in un teatro; nello spazio scenico di una sala di teatro. Una bella milonga.)
Solo un pò, però. Perché dopotutto non posso che riconfermare alle scarpette quel valore intrinseco di tanguitudine che innalzano lo stile e la performance stessa come nessun altro oggetto.
Non sapete che gioia rimirarle, una volta a casa. Le mie otto paia di scarpe da tango...Una volta e' sufficiente. Non vi lascero' mai piu' a casa. Promesso.
E infatti uno di loro, si e' gia' offerto in sacrificio. Ora sta da solo, al freddo, in macchina. Pronto a venire in soccorso della sua amante-padrona, qualora mai ne avesse bisogno.
mercoledì 10 febbraio 2010
TANGO - MERCE
Venerdi sera ho visto esibirsi questa coppia, a Monaco.
Sono due ballerini cileni. Tanta strada per esibirsi davanti a una ventina di persone. Che peccato. Ma avranno altre piazze, spero migliori, qui in Europa. E pensare che avviene di continuo e tutto sempre e solo per le solite sciocche rivalità tra scuole che cercano solo di soffocarsi a vicenda sovrapponendo eventi e milongas. Che palle. E tutto questo deriva a sua volta da un altro misero motivo ossia voler guadagnare attraverso il tango. E se tu vuoi fare soldi col tango, tanto almeno da poterci vivere, è certo che perderai di vista cosa è il tango per te offuscato dall'alone verde delle banconote. Che tristezza.
E così ...
Sono due ballerini cileni. Tanta strada per esibirsi davanti a una ventina di persone. Che peccato. Ma avranno altre piazze, spero migliori, qui in Europa. E pensare che avviene di continuo e tutto sempre e solo per le solite sciocche rivalità tra scuole che cercano solo di soffocarsi a vicenda sovrapponendo eventi e milongas. Che palle. E tutto questo deriva a sua volta da un altro misero motivo ossia voler guadagnare attraverso il tango. E se tu vuoi fare soldi col tango, tanto almeno da poterci vivere, è certo che perderai di vista cosa è il tango per te offuscato dall'alone verde delle banconote. Che tristezza.
E così ...
- vedi di continuo ballerini che vengono a una milonga per fare un giro di pista a cui manca solo uno slogan pubblicitario in sovraimpressione;
- vedi persone che si affannano nelle public relations in modo da mantenere e creare nuovi clienti per quella o quell'altra iniziativa;
- vedi gente che mentre si cambia le scarpe prova a venderti un calendario dell'argentina (!);
- ascolti dialoghi allucinanti su come sia scarso quel maestro e invece bravissimo proprio quello che sarà ospite per un workshop la settimana seguente;
- vedi persone sorriderti a diecimila denti per poi venire a proporti questo o quello stage;
- vedi invitarti a ballare e tra una tanda e l'altra ascolti inerme lo spot del momento;
- parli per mezzora con qualcuno credendo di condvidere una certa ingenua passione, e alla fine ti ritrovi in mano un bilgiettino da visita con scritto tipo 'crociere&tango'.
lunedì 18 gennaio 2010
GENNAIO - SI COMINCIA BENE!
Sabato sono andata a ballare alla Tierrita, una delle milonghe più interessanti di Monaco perché frequentata da un livello di ballerini più alto nella media e perché la musica è sempre molto piacevole per me, tradizionale ma non noiosa. La sala è grande e anche se il pavimento è un pò scivoloso all'inizio, si balla bene e alla fine si rimane sempre in pochi ma buoni!
Ma poi sapete lo strano?In Germania i maestri ospiti, invitano!Voglio dire che invitano anche donne che non conoscono assolutamente e nemmeno per farsi pubblicità!Non mi era mai capitato in Italia e invece qui e anche a Dallas è diverso. Forse però, è solo una questione soggettiva. Ci sono meatri e maestri...In fondo anche qui ho visto maestri non invitare..Non è sempre uguale. E questo indipendentemente da me, chiaro. Mah..Ancora non ho una spiegazione logica ma ci penso su...
Nel frattempo metto il video del Maestro Felipe, di Madrid ma di stanza a San Francisco, che tanto carinamente sabato mi ha fatto il cabeceo.
Inutile aggiungere che è stato uno spasso...meglio che non ci ripensi va'!
Ma poi sapete lo strano?In Germania i maestri ospiti, invitano!Voglio dire che invitano anche donne che non conoscono assolutamente e nemmeno per farsi pubblicità!Non mi era mai capitato in Italia e invece qui e anche a Dallas è diverso. Forse però, è solo una questione soggettiva. Ci sono meatri e maestri...In fondo anche qui ho visto maestri non invitare..Non è sempre uguale. E questo indipendentemente da me, chiaro. Mah..Ancora non ho una spiegazione logica ma ci penso su...
Nel frattempo metto il video del Maestro Felipe, di Madrid ma di stanza a San Francisco, che tanto carinamente sabato mi ha fatto il cabeceo.
Inutile aggiungere che è stato uno spasso...meglio che non ci ripensi va'!
venerdì 8 gennaio 2010
Vecchi tangueros e Los Hermanos - il mio personal mix vacanziero
In tre settimane di lunghissima vacanza, dovuta ad eventi eccezionali, mi sono fatta SOLO due milongas!Incredibile astinenza. Eppure sono state due belle serate e quindi alla fine non mi lamento, soprattutto perché ho avuto modo di scintillare il pavimento con lo struscio da scarpetta nueva :) grazie Carla!! (c'è sempre un buon amico pronto a partire per BA!).
La milonga di Natale alla Stazione Leopolda di Pisa mi ha fatto rincontrare tanti vecchi amici tangheri e questo è sempre una bella cosa. Sì, perché, è come rimetterti le ciabatte dopo una seratona di ballo...Le braccia dei tangheri amici sono accoglienti come la poltrona dove ti piace addormentarti la sera e come i jeans di quando avevi 16 anni che ancora, magicamente, ti vanno. Sono sempre felice di riballare con loro e vedere come malgrado il tempo il corpo ricordi sempre, e sempre meglio di me!
L'esibizione del nuovo anno 2010 è stata una di quelle che ti fanno iniziare bene l'anno. Si tratta dei mitici fratelli Macana con i quali ho auto il piacere di fare uno stage di milonga qualche anno fa in Italia e passarci una serata al festival di Firenze. Perché oltre ad essere dei grandi ballerini sono dei ragazzi semplici e simpatici, alla buona, così tanto italiani!Le loro performance sono divertenti e gli stages ti lasciano impresse nella memoria le cose fondamentali che hanno voluto insegnare. Sono bravi e ve li consiglio ma ora giudicate voi..
Ovviamente ho scelto la milonga tra i pezzi ballati ma se avete voglia su you tube ci sono tutti!e poi vi consiglio anche questo.
La milonga di Natale alla Stazione Leopolda di Pisa mi ha fatto rincontrare tanti vecchi amici tangheri e questo è sempre una bella cosa. Sì, perché, è come rimetterti le ciabatte dopo una seratona di ballo...Le braccia dei tangheri amici sono accoglienti come la poltrona dove ti piace addormentarti la sera e come i jeans di quando avevi 16 anni che ancora, magicamente, ti vanno. Sono sempre felice di riballare con loro e vedere come malgrado il tempo il corpo ricordi sempre, e sempre meglio di me!
L'esibizione del nuovo anno 2010 è stata una di quelle che ti fanno iniziare bene l'anno. Si tratta dei mitici fratelli Macana con i quali ho auto il piacere di fare uno stage di milonga qualche anno fa in Italia e passarci una serata al festival di Firenze. Perché oltre ad essere dei grandi ballerini sono dei ragazzi semplici e simpatici, alla buona, così tanto italiani!Le loro performance sono divertenti e gli stages ti lasciano impresse nella memoria le cose fondamentali che hanno voluto insegnare. Sono bravi e ve li consiglio ma ora giudicate voi..
Ovviamente ho scelto la milonga tra i pezzi ballati ma se avete voglia su you tube ci sono tutti!e poi vi consiglio anche questo.
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